Passato il momento di avvio di settembre con l’accoglienza dei bambini e delle famiglie, nelle scuole c’è aria di novità: si ricomincia con piccoli o grandi cambiamenti.
Si osserva e si progetta per l’anno che appena iniziato, con vecchie e nuove colleghe, si investe nelle relazioni in equilibrio tra esperienza e necessità di cambiamento.
Spazi e intercultura
L'esperienza della scuola dell'infanzia di Soraga
Accogliere è un atto che implica un atteggiamento aperto e attento, accompagnato anche dalla predisposizione di un ambiente che parla di attenzione e cura per tutti e per ciascuno.
Ognuno di noi ha una casa che rivela quello che siamo e che riconosciamo come luogo caldo e sicuro. Uno spazio pubblico, come una scuola, può essere allestito tenendo conto di varie sensibilità e bisogni, ricco di stimoli come di rimandi a quello che già conosciamo.
Nell’allestimento degli spazi un aspetto da considerare, tra gli altri, è come dare riconoscimento alle culture di provenienza proprie di ogni famiglia.
In allegato un esempio della scuola di Soraga che ha investito in un progetto che ha messo al centro le lingue alle quali ogni bambino fa riferimento: lingue e dialetti, parlati o ascoltati, suoni sperimentati in prima persona o riflesso vissuto attraverso le narrazioni della famiglia.
In linea con esperienze osservate in Alto Adige, nelle comunicazioni e documentazioni per le famiglie e riconoscibili anche dai bambini, sono stati mantenuti colori che contraddistinguono la lingua scritta oppure il passaggio al parlato tra una lingua e l’altra:
giallo-italiano
verde-ladino
rosso-tedesco
blu-inglese
Proposte e spazi sono così facilmente leggibili e possono far percepire ciascuno ancora più accolto vedendo valorizzata quella parte di sé intima e preziosa che è la lingua madre, quella del cuore, che muove le emozioni più profonde.
Ognuno di noi ha una casa che rivela quello che siamo e che riconosciamo come luogo caldo e sicuro. Uno spazio pubblico, come una scuola, può essere allestito tenendo conto di varie sensibilità e bisogni, ricco di stimoli come di rimandi a quello che già conosciamo.
Nell’allestimento degli spazi un aspetto da considerare, tra gli altri, è come dare riconoscimento alle culture di provenienza proprie di ogni famiglia.
In allegato un esempio della scuola di Soraga che ha investito in un progetto che ha messo al centro le lingue alle quali ogni bambino fa riferimento: lingue e dialetti, parlati o ascoltati, suoni sperimentati in prima persona o riflesso vissuto attraverso le narrazioni della famiglia.
In linea con esperienze osservate in Alto Adige, nelle comunicazioni e documentazioni per le famiglie e riconoscibili anche dai bambini, sono stati mantenuti colori che contraddistinguono la lingua scritta oppure il passaggio al parlato tra una lingua e l’altra:
giallo-italiano
verde-ladino
rosso-tedesco
blu-inglese
Proposte e spazi sono così facilmente leggibili e possono far percepire ciascuno ancora più accolto vedendo valorizzata quella parte di sé intima e preziosa che è la lingua madre, quella del cuore, che muove le emozioni più profonde.